Anziani, diritti e dignità: a UniMe il confronto sulla tutela costituzionale

Come garantire alle persone anziane non solo assistenza, ma anche diritti, autonomia e un ruolo attivo nella società? È stata questa la domanda al centro del seminario “La tutela costituzionale degli anziani”, che si è svolto stamattina all’Università di Messina. Un confronto tra docenti, ricercatori e rappresentanti del Terzo settore, inserito nel ciclo “Costituzione e Stato sociale”, per affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione e dal futuro del welfare.
Dopo i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche, professor Alessandro Morelli, i lavori sono stati introdotti dal professor Alberto Randazzo, associato di Diritto costituzionale e pubblico presso il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università degli Studi di Messina, a nome del comitato organizzatore composto anche dal professor Antonio Ignazio Arena, dal dottor Cosimo Lotta e dalla professoressa Marilia Quattrocchi.
Al centro della mattinata la relazione della professoressa Anna Papa, ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico all’Università degli Studi di Napoli Parthenope e coautrice, con L. Cassetti e F.G. Pizzetti, del volume “Le persone anziane tra vulnerabilità, vita attiva e inclusione sociale: quale tutela giuridica?”, pubblicato da Giappichelli nel 2026.
Il volume affronta la condizione delle persone anziane attraverso una prospettiva interdisciplinare, mettendo in relazione vulnerabilità, vita attiva e inclusione sociale e interrogandosi sulle forme di tutela giuridica più adeguate a una società che invecchia. Una riflessione che trova una naturale continuità nel coinvolgimento del CESV Messina, che ha collaborato alla realizzazione dell’iniziativa, e nelle attività del Gruppo di lavoro d’Ateneo “Inclusione e giustizia sociale” della RUS, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile.
Il riferimento costituzionale più diretto è l’articolo 38, che riconosce il diritto a mezzi adeguati alle esigenze di vita in caso di vecchiaia. Ma la tutela della persona anziana si ricava anche dal sistema di principi contenuti negli articoli 2, 3 e 32, che riguardano diritti inviolabili, pari dignità sociale e diritto alla salute.
È da questo quadro che si apre una riflessione più ampia sulla condizione di chi invecchia. L’allungamento della vita rappresenta una conquista, ma porta con sé nuove esigenze: garantire assistenza e cure adeguate, contrastare l’isolamento, sostenere l’autonomia e permettere alle persone anziane di continuare a partecipare alla vita della comunità.
La relazione della professoressa Papa si inserisce proprio in questa prospettiva, superando una visione della persona anziana come soggetto esclusivamente fragile e bisognoso di protezione. Vulnerabilità e vita attiva, infatti, non sono dimensioni necessariamente contrapposte: la tutela passa anche dalla possibilità di conservare relazioni, autonomia, partecipazione e riconoscimento sociale.
A portare nel confronto la voce del Terzo settore è stato Rosario Ceraolo, direttore del CESV Messina, realtà che da anni sostiene e mette in rete le organizzazioni di volontariato del territorio. La sua presenza ha riportato il tema dal piano accademico alla dimensione concreta delle comunità, dove il contrasto alla solitudine e all’esclusione passa anche attraverso il volontariato, le reti sociali e la partecipazione.
Accanto al CESV, un altro elemento qualificante dell’iniziativa è il coinvolgimento della RUS, attraverso il Gruppo di lavoro d’Ateneo “Inclusione e giustizia sociale”. La tutela delle persone anziane si lega infatti agli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute e al benessere, alla riduzione delle disuguaglianze e alla costruzione di città e comunità sostenibili.
Il seminario fa parte del ciclo “Costituzione e Stato sociale”, giunto alla sesta edizione e promosso dalle Cattedre di Diritto costituzionale e pubblico dei Dipartimenti di Giurisprudenza e di Scienze politiche e giuridiche. Un percorso che negli anni ha coinvolto docenti di università italiane e straniere e ha costruito collaborazioni con licei, associazioni, enti del Terzo settore e ordini professionali, portando il confronto sui principi costituzionali fuori dall’aula universitaria.
In una società segnata dall’inverno demografico, il tema assume una concretezza sempre maggiore. Non si tratta soltanto di organizzare l’assistenza a una popolazione che vive più a lungo, ma di interrogarsi sulle condizioni che permettono di vivere più a lungo senza perdere diritti, autonomia e legami con la comunità.
Perché la vecchiaia non cancella la cittadinanza. E la tutela costituzionale acquista significato proprio quando i principi diventano diritti concretamente esercitabili.

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